• Mirko Rizzi

Cosa farai da grande

Questo post ha un solo e semplice obbietivo cioè quello di rivalutare una domanda che a volte sembra suscitare fastidio più nei genitori che nei bambini e la domanda è: "cosa farai da grande?".

Più di una volta dopo aver posto questa domanda ai figli di amici e conoscenti mi sono sentito rispondere prima dai grandi che dai bambini: "ma lascia perdere... c'è tempo... che domanda noiosa...".

E lo capisco il perchè.

Sembra quella domanda fatta dai parenti che vedi solo a Natale.

Al me bambino quella domanda metteva un po' d'ansia in effetti.

Ma facendo i laboratori teatrali con i bambini ho scoperto che è una domanda importante.

Non per le risposte che ne conseguono ma per lo stimolo che provoca.

Ricordo che una volta una bambina di sette anni mi rispose che da grande voleva fare parrucchiera.

"Ottimo" le ho detto "perchè non ci racconti come vorresti che fosse il tuo negozio?"

Lei, che evidentemente non ci aveva mai pensato, rispose che voleva un negozio piccolo, senza vetrine dove forse ogni tanto poteva entare qualcuno.

Quella risposta mi colpì molto perchè mostrava che quella bambina (spigliata e per niente timida) aveva una proiezione di sè futura molto "modesta". Da lì è partita una discussione su quella e su altre risposte con i bambini e ho capito che era una cosa diffusa.

"Cosa farai da grande?" è una domanda che ti chiede di proiettarti nel futuro e immaginare te stesso e le tue felicità.

La domanda dovrebbe essere più propriamente: "Cosa farai per (essere felice) da grande?".

E immaginarsi la propria felicità penso che sia una grossa cosa.

In realtà la risposta non è importante; non stiamo firmando un contratto che ci obbligherà a fare ed essere quello che stiamo dicendo nella risposta. Possiamo cambiare idea anche dopo un minuto e per tutte le volte che vorremo.

Ma proiettandoci nel futuro all'inseguimento della nostra felicità faremo apparire un cammino verso un obbiettivo.

Non importa quante volte cambieremo strada e obbiettivo, in ogni istante (o quasi) sapremo dove stiamo andando e perchè.

Naturalmente la risposta "Non lo so" è più che lecita.

Mi sono però domandato quante volte questa risposta sia data per pigrizia mentale o peggio per paura.

Ho spiegato ai bambini che immaginare il futuro è bellissimo perchè possiamo immaginarlo come più ci rende felici e che avremo meno paura di affrontarlo se sapremo che stiamo percorrendo il cammino verso la nostra felicità.

Gli sguardi dei bambini si sono illuminati e i loro sogni hanno cominciato a prendere forma.

Con i compagni a turno li abbiamo realizzati improvvisando i luoghi e le situazioni immaginati.

Ogni tanto qualcuno mi guardava con uno sguardo che diceva: "Davvero posso immaginare tutto questo?"

Certo che puoi.

Possiamo immaginare mille volte e cambiare mille volte ancora.

Per non lasciare che la paura ci lasci lì, fermi ad aspettare, che accada qualcosa che ci renda felici senza nemmeno sapere cos'è.

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