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Metodologia

Premessa:

In un’epoca fortemente caratterizzata dallo sviluppo delle tecniche e dei linguaggi della comunicazione, essere coscienti delle proprie capacità espressive può migliorare considerevolmente la qualità della comunicazione (verbale e non verbale) alla quale affidiamo il compito di esprimere la nostra persona. In particolare lo sviluppo della comprensione dei linguaggi, della capacità d’ascolto e l’utilizzo di tecniche di espressione corporea e vocale possono aiutare un sano ed equilibrato rapporto comunicativo con gli altri.

 

Obiettivi e modalità:

Il Laboratorio Teatrale si pone come obiettivo principale lo sviluppo delle capacità di comunicazione dei partecipanti. Attraverso un percorso che si avvale di esercizi e giochi estrapolati dalla tecnica attorale, seguendo il metodo maieutico, si tende a far emergere la ricchezza e la creatività interiore dei bambini. Ogni esercizio è commisurato alle capacità del singolo bambino, che non viene sforzato per il raggiungimento di uno scopo, ma viene accompagnato nel prendere possesso delle proprie capacità motorie o espressivo - vocali per comunicare con gli altri. Inoltre i lavori e gli esercizi vengono effettuati in gruppo in modo che ogni partecipante debba, per forza di cose, rapportarsi con "l'altro".  

Il nostro metodo, pur prevedendo un impianto strutturale di tecniche ed esercizi atti a raggiungere gli obiettivi precedentemente illustrati, è fortemente caratterizzato dalle esigenze dei bambini con i quali operiamo.  Per ottenere la necessaria elasticità, in particolare rispetto ai quei percorsi che prevedono un lavoro pluriennale, ci avvaliamo dell’utilizzo di tecniche animative, teatrali, psicomotorie e musicologiche costantemente aggiornate. 

 

Organizzazione:

Generalmente l’ organizzazione dei laboratori è strutturata in 3 fasi:

  1. PROPEDEUTICA – in questa vengono forniti ai partecipanti degli strumenti per sviluppare le proprie capacità espressive a livello fisico e verbale attraverso l’ utilizzo di tecniche e giochi derivanti dalla tecnica attorale, dalla psicomotricità, dalla musicologia e dall’animazione.  Gli obiettivi in questa fase sono i seguenti: 

    1. Ascolto: la creazione di una efficace relazione dove esista un ascolto reale di tutte le persone all’interno del gruppo di lavoro da e verso di me.

    2. Analisi delle caratteristiche di ogni singolo partecipante e delle sue capacità e/o possibilità espressive.

    3. Creazione del Gruppo: che nel rafforzamento delle relazioni tra ogni singolo partecipante possa fornire a tutti la sicurezza di potersi esprimere liberamente, intimamente e quanto più compiutamente possibile.

    4. Divertimento.

  2. PRODUZIONE - in questa fase vengono applicate le tecniche acquisite precedentemente nella realizzazione di materiali teatrali che andranno a comporre la drammaturgia dello spettacolo lavorando singolarmente, in piccoli gruppi o tutti insieme, sottoponendo costantemente il materiale prodotto all’ attenzione di tutti i partecipanti.  Gli in questa fase sono i seguenti:

    1. Coscienza delle proprie capacità espressive e dell’ uso delle stesse.

    2. Creazione di situazioni, storie e personaggi che abbiano la capacità di attirare l’attenzione e stupire i nostri interlocutori.

    3. Lavoro in gruppo e sviluppo delle realizzazione in comune di progetti complessi e strutturati.

    4. Divertimento.

 

  1. MESSA IN SCENA – dove vengono ordinati materiali teatrali prodotti e si apprendono le regole dello “stare in scena” e ci prepara alla rappresentazione finale. I miei obiettivi in questa fase sono i seguenti:

    1.     Comprensione: e rispetto delle regole di una corretta azione teatrale.

    2.      Sviluppo: delle relazioni di fiducia e sostegno reciproco degli elementi del gruppo.

    3.      Divertimento.

 

Il  DIVERTIMENTO dei partecipanti è alla base della nostra metodologia. Attraverso di esso si riesce ad ottenere facilmente attenzione e disponibilità al lavoro ed al sacrificio.  Un Laboratorio Teatrale non ha niente a che fare con una scuola di recitazione. Il nostro obiettivo è quello di far vivere un esperienza quanto più compiutamente piacevole attraverso la sperimentazione del Gioco del Teatro, non di creare dei professionisti. E per questo che alternativamente alla parola insegnamento, nel nostro caso preferiamo la parola condivisione. Le nostre competenze sono completamente al servizio del mio gruppo di lavoro e tutte le nostre energie sono in funzione dello specifico gruppo e delle specifiche persone; ogni volta si ricomincia da capo. Non è raro dover cambiare un programma di lavoro giornaliero rendendosi conto, durante la lezione, che il gruppo “spinge” in un’altra direzione. E’ importante lasciarsi stupire dai partecipanti. L’atto di creare una storia e dei personaggi, prima ancora che lo studio delle diverse possibilità di rappresentazione degli stessi, è diventato (oramai) un atto di coraggio. L’ atto teatrale presuppone il coraggio che una manifestazione pubblica di un intimo pensiero richiede.  Ed è in queste direzioni che spingiamo i partecipanti ai nostri laboratori. Nella direzione della creatività, del coraggio, dell’analisi, del lavoro e della responsabilità comune, della reciproca solidarietà.

Alcune caratteristiche tipiche dei nostri laboratori e le motivazioni di tali scelte:

  1. Assenza totale di copione scritto: la drammaturgia, che può anche essere sviluppata partendo da una storia esistente, viene creata collettivamente e riordinata dal conduttore; anche a 3 anni non dimenticano ciò che hanno inventato insieme divertendosi. Nessuno stress da memoria e grande senso di appartenenza al gruppo di lavoro ed allo spettacolo fanno il resto. Il risultato è una presenza scenica vera, e non un gruppo di bambini o ragazzi che ripete a memoria parole che non gli appartengono.

  2. Assenza quasi totale di elementi scenotecnici: niente scenografie, niente costumi, luci ed audio ridotti al minimo indispensabile. Quando si realizza uno spettacolo senza questi elementi, l’unica maniera che si ha di fare un bello spettacolo e quello di raccontare bene ed usare bene il proprio corpo in questa direzione. Niente trucchi e niente inganni.

  3. Sono tutti uguali: sarà banale, ma dimostriamo costantemente che ognuno è unico e speciale. Facciamo sempre i gruppi di lavoro a caso per insegnargli a lavorare con tutti. L’unico parametro di giudizio che elogio è l’applicazione e l’impegno, non il risultato in assoluto.

 

Queste indicazioni ci permettono di affrontare qualsiasi tipo di situazione e gruppo di lavoro indipendentemente da età, handicap di vario tipo, ore a disposizione e difficoltà logistiche di vario tipo.

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